Evento d’eccezione del percorso UN CANTO DI LUCE è la tanto attesa musealizzazione permanente dell’Archivio storico culturale Salvatore Quasimodo, la collezione di proprietà della Regione Siciliana riportata a Modica, sede destinata per l’esposizione, lo scorso aprile. Di seguito, gli inetrventi delle autorità.

L'invito all'inaugurazione dell'archivio di Quasimodo a Modica

 

Sebastiano Missineo, Assessore Reg. dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana
Con l’istituzione dei parchi Letterari, la nostra Regione ha dato vita ad un nuovo modo di valorizzare i Beni Culturali e di favorirne una nuova lettura più strettamente connessa al territorio, attraverso i protagonisti della nostra terra che si erano distinti nel mondo dell’Arte e della Letteratura. Tra questi il “Parco Letterario Salvatore Quasimodo” rappresenta un modello straordinario, per la ricchezza del luogo che ha dato i natali al grande scrittore siciliano e della collezione appartenuta all’artista, oggi di proprietà della Regione Siciliana e destinata ad esposizione permanente nella stessa Modica. In questa città la collezione, oggetto della mostra organizzata  dal Museo Interdisciplinare di Ragusa e dal Comune di Modica, è stata già esposta, lungo un itinerario che, prima di portarla a Stoccolma, sede del Nobel, ha attraversato la mia Siracusa, di cui Salvatore Quasimodo amava la classicità. La mostra a Modica  è un omaggio dovuto alla città e l’occasione di ricomporre finalmente l’intera collezione,  un pensiero che vola alto.

Gesualdo Campo, Dirigente Generale del Dip. Reg. BB.CC. e I.S.
La legge regionale n. 17 del 1991 ha previsto l’istituzione a Modica, “nella ricorrenza del novantesimo anniversario della nascita del poeta” (Modica, 20 agosto 1901 – Napoli, 14 giugno 1968) premio Nobel per la letteratura 1959, della Biblioteca-museo regionale Salvatore Quasimodo. La legge regionale n. 19 del 1996 ha previsto l’istituzione sempre a Modica dell’archivio-biblioteca “diretto alla divulgazione e alla valorizzazione dell’opera di Salvatore Quasimodo”, impegnando il Comune a sistemarlo in locali idonei.
La legge regionale n. 4 del 2000 ha titolato l’archivio-biblioteca “Archivio storico-culturale Salvatore Quasimodo” e ne ha finanziato l’acquisto dagli eredi cui, da Soprintendente per i beni culturali e ambientali di Ragusa, ho provveduto nello stesso anno, in agone con la Provincia regionale di Messina, consegnandolo al Comune per renderlo fruibile nell’ex Convento dei Padri Mercedari, i cui lavori di restauro hanno poi determinato la restituzione dei materiali alla Soprintendenza.
Il decreto del Presidente della Regione on. Raffaele Lombardo n. 370. del 2010 ha quadruplicato la presenza di istituti culturali regionali in provincia di Ragusa attivando i Parchi archeologici di Camarina e di Cava d’Ispica, la cui istituzione ho promosso nel 2001, e il Museo Interdisciplinare di Ragusa, pure istituito dalla legge 17 del 1991, cui ha anche conferito il museo-biblioteca e l’archivio-biblioteca quasimodiani. Ho provveduto ad avviare i tre nuovi servizi con decreto n.1513 del 12 luglio, attribuendo il 31 agosto la responsabilità, tra altre, delle due strutture modicane al dott. Giovanni Cassarino. Con il trasferimento dei materiali al Museo Interdisciplnare, ora diretto dall’arch. Giovanna Susan, è stato finalmente possibile riconsegnare la collezione alla città di Modica, promuovendo contestualmente questa mostra della collezione dell’Archivio storico-culturale Salvatore Quasimodo costituita da 55 tra oli, acquarelli e disegni, con tre ritratti del poeta, di 21 artisti di fama internazionale del secolo scorso tra cui Eugenio Montale premio Nobel per la letteratura 1975 nel trentennale dalla morte e il messinese Giuseppe Migneco, che prelude alla esposizione permanente museale a Modica e in cui la Sicilia si rappresenta rendendo omaggio al suo secondo premio Nobel per la letteratura nel centodecimo anniversario dalla nascita e, con gli altri, a Renato Guttuso nel centenario dalla nascita, esponendone sei opere.
Registro con soddisfazione l’operatività dell’infrastrutturazione culturale incrementata e promossa dal Dipartimento che dirigo, anche a Modica ove con questa iniziativa viene colmata meritoriamente un ritardo ventennale rispetto alla previsione normativa.

 

Giovanna Susan, Responsabile del Servizio Museo Interdisciplinare Regionale di Ragusa
L’Assessorato Regionale Beni Culturali, per la celebrazione di Salvatore Quasimodo nella ricorrenza del 90 anniversario della nascita del poeta, ha istituito a Modica una Biblioteca-Museo Regionale “Salvatore Quasimodo” di competenza del Servizio Museo Interdisciplinare Regionale di Ragusa.

Nel 2000, tredici colli provenienti da Milano e contenenti i Beni acquisiti dalla Regione Siciliana-Assessorato Beni Culturali e Ambientali, di cui all’art. 2 comma 5 Legge Reg. 17/91 e parte all’Archivio Biblioteca, di cui all’art. 7 Legge Reg. 17/96, vengono consegnati al Sindaco di Modica per far parte della Biblioteca Museo Regionale.
A seguito della mostra itinerante per il centenario della nascita del Poeta “La Brigata che lieve m’accompagna – Artisti intorno a Quasimodo” tenutasi a Stoccolma, Siracusa e Modica tra il 2004 ed il 2005, la raccolta di quadri che raccoglie opere ed alcuni ritratti del Poeta, viene collocata per motivi di spazio all’interno di sette casse e in custodia presso i locali della Soprintendenza di Ragusa.
Con l’istituzione del Servizio Museo Interdisciplinare Regionale di Ragusa e dell’ Unità Operativa a cui si attesta la “Biblioteca-Museo e archivio “Salvatore Quasimodo”, il Soprintendente di Ragusa trasferisce, nel 2011, i Beni ed in particolare i 43 quadri della collezione ancora in suo possesso al competente Servizio Museo, nonché tutti i documenti, oggetti, libri e stampe che costituiscono l’intera “collezione Quasimodo”, già trasferiti precedentemente al Comune di Modica.
Il Servizio Museo Interdisciplinare Regionale di Ragusa, considerata la disponibilità del Sindaco di Modica ad accogliere la collezione presso il “Palazzo della Cultura”, attuale sede del Museo Civico, consegna quindi, con verbale di deposito provvisorio, i sette colli contenenti la  collezione di quadri, che finalmente viene restituita alla Città.

La collezione raccoglie le opere ed alcuni ritratti del poeta, realizzati dagli amici artisti tra il 1935 ed il 1968 – acquerelli,  pastelli, disegni a china, a  penna o matita su carta, oli su tela e su cartone,  litografie, acquaforti – di  Enrico Baj,  Renato Birolli, Remo Brindisi,  Domenico Cantatore,  Bruno Cassinari, Marino Ceccarelli, Gianni Dova, Agnore Fabbri, Renato Guttuso, Giacomo Manzù, Giuseppe Migneco, Gabriele Mucchi, Pino Ponti, Attilio Rossi, Orfeo Tamburi, Eugenio Tomiolo, Rafael Alberti, Tadeusz Kantor, Luciano Luisi, Eugenio Montale.
I “vecchi compagni” con cui il poeta intratteneva relazioni umane ed intellettuali,  che ci riportano a quel fervore della storia politico-culturale ed artistica dell’Italia nei decenni centrali del ventesimo secolo, in cui le ricerche figurative e letterarie procedevano di pari passo, prendendo spunto dalle stesse emozioni e sentimenti: Giacomo Manzù illustra, nel 1954, con una serie di litografie la raccolta di Quasimodo “Il falso e il vero verde”; Agenore Fabbri realizza nel 1967 alcune tavole ispirate alle liriche del poeta per l’edizione “Ed è subito sera”; Renato Birolli nel 1945 esegue alcune grafiche che illustrano il volume della traduzione dei “Carmina” di Catullo pubblicato da Quasimodo.

Quasimodo dimostrò subito il proprio interesse verso quelle conquiste pittoriche; una nuova cultura artistica ed un dibattito intellettuale che influì direttamente sulla sua vita poetica: la concezione di un’arte che affondava la propria esistenza sulla consapevolezza di una diversa coscienza sociale ed umana, non considerando più i soli aspetti formali, ma rivolgendosi all’uomo e alla sua esistenza. Egli scrive: “appena arrivato a Milano [...] cominciarono le prime amicizie con gli scrittori e gli artisti, in maggior parte “terroni” [...]. C’era allora nella città lombarda, [...] il ‘corso’ dell’intelligenza italiana che doveva poi con particolare natura entrare nella storia della cultura contemporanea”   (da: Nicola Spano, “Salvatore Quasimodo e gli Artisti di ‘Corrente’” in: La Brigata che lieve m’accompagna, Ed. Nuova Grafica di Invernale, Floridia 2004).

L’importanza che ebbe per gli artisti dell’ambiente milanese la poesia di Quasimodo ed il suo ruolo emblematico in questo processo di rinnovamento artistico, ci è testimoniata dall’amico, pure siciliano, Renato Guttuso, che ne parla in questi termini: “di tutti i poeti contemporanei che leggevamo avidamente, Quasimodo era quello che più ci trascinava, le cui ‘sillabe’ restavano più tenacemente nella memoria e più spontaneamente sgorgavano dalle nostre labbra. Era la Sicilia dei miti, dei papiri, dei vulcani; la Sicilia meravigliosa e dolorosa in cui eravamo affondati preparandoci all’esilio.  [...] La voce di Salvatore, profonda, dolente, ci avvolgeva, ci consolava. Scandiva le parole dei suoi versi che rotolavano su come il brontolio del tuono lontano. [...] Salvatore era  per noi il simbolo della vita che ciascuno di noi aveva scelto”. (Renato Guttuso, Il tavolo povero, in A. Angioletti, E fu subito sera, Marotta editore, Napoli, 1969).

E non a caso abbiamo scelto di presentare il poeta, qui a Modica,  con una sua lirica, inedita, che parla della sua Sicilia e della città:

Sentieri velati da un tratto di eterno:
basole fra scorci di storica passione;
a passi tardi rinvengo in cor mio
nascituro sguardo che soave m’attrista”

La Sicilia riaffiora nella suo mondo poetico, lui che quasi non ha abitato nell’isola, rimane profondamente siciliano: il legame profondo con la propria terra, l’andare di continuo alla memoria e ai ricordi, l’immagine simbolica di una terra ideale che rappresenta il luogo mitico del mondo ellenico.
Da diversi anni la Casa-Museo Salvatore Quasimodo rappresenta una delle principali attrattive turistico-culturali della città di Modica, diventando non più solo un luogo dove raccogliere, conservare, studiare ed esporre le collezioni, ma proponendosi come un museo aperto al territorio, spingendosi oltre lo spazio fisico del museo stesso, rendendolo un luogo vivo, dinamico, in costante dialogo con il territorio attraverso visite guidate dove si illustrano gli aspetti salienti della vita e delle opere del poeta e si entra in contatto con la sua poesia ascoltando alcune recite di liriche e con la messa a disposizione dei visitatori di testi per la conoscenza della poesia quasimodiana.

Grazie al Progetto “I Parchi Letterari”, nato per impulso della Fondazione Ippolito Nievo di Roma, finanziato dalla Commissione Europea rivolta al Mezzogiorno d’Italia, nel 2000 viene istituito con i due poli di Modica e Roccalumera, il Parco Letterario “Salvatore Quasimodo – La terra impareggiabile”.
I Parchi letterari, privi di confini, sono caratterizzati da dimensioni mentali ed emozionali, interamente correlate alle opere di grandi scrittori; l’intento è quello di preservare i luoghi fonte di ispirazione letteraria attraverso nuove formule di promozione e animazione del territorio che tengano conto dell’ambiente, della storia e delle tradizioni di chi vive nel luogo: una delle prime esperienze in Italia di integrazione turistica e culturale, un nuovo modo di valorizzare i beni culturali.

Il Parco letterario Quasimodo è l’unico parco tematico in Provincia di Ragusa ed in rete con gli altri 23 Parchi letterari nel resto del Paese e costituisce un valore aggiunto alla casa Quasimodo. L’intento del Servizio Museo Interdisciplinare Regionale di Ragusa è rivolto alla creazione ed istituzione di un unico Polo Museale dedicato a Salvatore Quasimodo nella città di Modica, allo scopo di offrire una coerenza espositiva con l’ampliamento degli attuali spazi che costituiscono la casa-museo, dove tali opere potranno avere finalmente una sede permanente. Ciò consentirebbe di ampliare gli spazi museali con attività didattiche, sale studio e di recitazione, al fine di restituire al visitatore un completo profilo umano e letterario del poeta.

Commenta

Lascia un Commento

Share →