Alessandro Quasimodo durante la cerimonia d'apertura della mostra dell'Archivio Storico-culturale Salvatore Quasimodo | Foto di Giovanni Antoci

La serata del ritorno. La festa del Nostos. E della riconciliazione.
Questo è successo mercoledì 7 dicembre, al Palazzo della Cultura di Modica, al vernissage della mostra permanente dell’Archivio Storico -Culturale Alvatore Quasimodo.

A parlare di riconciliazione è stato proprio il figlio attore del Nobel modicano, Alessandro. Che ha ricordato quanto lui stesso si sia prodigato perché la casa museo di Salvatore, in via Posterla, fosse allestita e arricchita perche diventasse, come poi è successo, il polo attrattivo tra i più importanti e visitati della città della Contea.
Oggi, ha detto Alesandro, questo percorso si compie definitivamente: i cimeli, gli scritti, i vestiti (quelli indossati da Quasimodo, durante la cerimonia dei premiazione del Nobel ne 1959), i 43 quadri che gli amici pittori hanno realizzato su e per Salvatore, di proprietà della Regione Siciliana, vengono in modo permanente esposti a Modica, nelle sale del Palazzo della Cultura.
Un percorso torutoso, irto di difficoltà amministrative-burocratiche, più volte bloccato dalla mancanza di fondi… “Ma il passato è passato”, ha detto Alessandro: ora Salvatore Quasimodo è tornato alle sue radici, in quella città, in cui visse circa un anno dopo la sua nascita, ed è giusto che – “grazie alle promesse  mantenute dal mio amico sindaco Buscema, alla caparbietà dell’assessore Annamaria Sammito e alla dedizione dei tecnici della Soprintendenza di Ragusa” – Modica possa arricchirsi di questo preziosissimo archivio.

Pari soddisfazione quella espressa proprio dal sindaco Buscema: “Si chiude oggi un lungo capitolo. Riportare Quasimodo a casa non è solo il compimento di un lungo e difficile lavoro amministrativo. Ma è anche, e soprattutto, il compimento di un sogno culturale, che tutta la città, in questi anni ha coltivato nel proprio intimo”.

Alessandro Quasimodo e il sindaco di Modica Antonello Buscema tagliano il nastro della mostra permanente dell'Archivio Storico-culturale Salvatore Quasimodo, che ha trovato al Palazzo della Cultura di Modica la sua sede definitiva | Foto di Giovanni Antoci

E se agli architetti della Soprintendenza, Giovanna Susan - direttore del museo interdisciplinare regionale di Ragusa che nei fatti ha gestito l’intera operazione – e Alessandro Ferrara – soprintendente ai BB.CC.AA di Ragusa - è toccato ripercorrere e descrivere tutti i passaggi tecnici e burocratici che hanno consentito la tanto attesa musealizzazione a Modica dell’archivio quasimodiano; il professor Antonio Sichera dell’Università di Catania – responsabile scientifico di Un Canto di Luce – è stato chiamato a tenere un’approfondita ed esaustiva lectio sulla figura del Nobel, ripercorrendo i tratti, lessicali, personali e culturali salienti della vis poetica di Salvatore Quasimodo: dalle poesie che lo hanno eletto maestro dell’ermetismo, fino alla traduzione dei lirici greci (che, anche tra le critiche, lo imposero al mondo come poeta sopraffino e intellettuale di grande spessore), fino alla sua massima espressione: la lettera alla madre.

“Il 7 dcembre 2011 è una data importante per Modica” ha detto a chiusura della kermesse, durante il taglio del nastro della mostra, l’assessore alla Cultura Annamaria Sammito. “Oggi si compie un percorso. Ma se ne apre un altro. Che porterà Modica a essere riconosciuta, a livello internazionale, come vera patria del Nobel. E non solo per la casa museo del premio Nobel o per la presenza delle tante e vivaci associazioni che al Nobel si richiamno. Ma anche per la presenza di questo archivio di inestimabile valore sociale, culturale e turistico”-

Le foto della Mostra: ecco la Gallery

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