Il pubblico che ha riempito la Chiesa di Santa Maria del Gesù, per l'inaugurazione di Modica Miete Culture

Impressioni dalla prima… Gli interventi per l’inaugurazione di Contaminazioni.
Mercoledì 13, alla Chiesa di Santa Maria del Gesù.

“Vogliamo contribuire a creare cultura senza confini, per citare il titolo di uno spettacolo di Moni Ovadia che offriremo alla città… La formula del 2011 è stata vincente. E quest’anno, Modica sempre grazie alla liberalità dei suoi imprenditori e alla lungimiranza dei suoi amministratori, torna a parlare con chi si affaccia sul Mediterraneo. Un mare che non divide, ma unisce, contaminando chi lungo le sue coste vive.  Modica ha sempre avuto, nel passato, questo ruolo. E oggi, con Contaminazioni e Modica Miete Culture si candida a riappropriarsi di quel ruolo.
E allora, da assessore, da cittadina, da modicana… il mio grazie va a chi, volontariamente e liberamente, ha fatto il modo che il cartellone di MMC potesse essere costruito in questo modo: mettendo Modica al centro del “Mare nostrum” (Annamaria Sammito, assessore alla Cultura del comune di Modica).

“Siamo nell’Occhio del ciclone, miracolasamente sottratto al turbine… Cito questi impareggiabili versi della nostra ospite d’eccezione stasera, la poetessa Maria Luisa Spaziani, per dire che Modica Miete Culture, quest’anno e più dell’anno scorso, ci permette di guardare le cose con serenità.
La serenità di vedere questo Festival come fosse un bambino ormai svezzato. E che muove i suoi primi passi, sostenuto e tenuto da volontari, dalle scuole, dalla città, dall’amministrazione, dai dipendenti comunali.
Ecco: le scuole. Giovedì, nell’atrio di Palazzo San Domenico, incontreranno un altro grande poeta, Kemeny. E ciò più di tutto sta a significare che questo Festival è della città e per la città. Non è contro nessuno, non è imposto da nessuno. Nasce dalla città e viene offerto – come un dono, come la bellezza – gratuitamente. E non per pietismo meridionalista, ma per dare a tutti la possibilità – in questo tempo di crisi e di vaglio – di godere del bello e dell’arte.
Quando c’è crisi non si può stare soli. Anzi, si cerca di stare insieme. Ci si parla, ci si confronta, ci si confessa, ci si contamina… Contaminazioni serve a questo: a conoscere l’altro, fin dentro le sue paure, i suoi sogni, le sue speranze, le sue vene. Contaminazioni è dialogo tra persone. E il movimento dialogico è ricerca della verità e della via giusta per andare oltre il vaglio, socraticamente.
Il programma di queste giornate è intenso: di giorno incontri, dibattiti e dialoghi; la sera spettacoli sotto le stelle.
Perché la cultura non è né un idolo, né un soprammobile. È un prodotto umano e racconta e insegna lo stare al mondo.
Dentro questi spazi modicani (già ricchi di storia e di bellezza), la cultura può tornare a essere il tempo di libertà, dopo anni di buio. Dopo anni di esibizioni di un potere telecratico e televisivo, che l’aveva assoggettata.
Da Modica, centro culturale del Mediterraneo, può e deve partire un nuovo paradigma: la cultura non è apparire, ma è sostanza di vita che umilmente fa e racconta e dice. Quasi sottovoce. Come sottovoce sono le parole i poeti, filosofi, artisti che ospiteremo in questi mesi qui.
La cultura si lega allora a uomini come il nostro sindaco che all’apparire preferiscono sguardo e il silenzio rispettosi nei confronti delle più alte espressioni artistiche.
Per fare cultura, per dirla ancora con la Spaziani, bisogna stare dalla parte dell’ortica. Piuttosto che stare dalla parte di chi si fa bello col potere, di chi si muove “soltanto fra le piante dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti”, come li apostrofava Montale. Noi preferiamo i “Fasti dell’Ortica”. E Contaminazioni sta da quella parte”. (Antonio Sichera, direttore scientifico del festival Contaminazioni).

L'intervento dell'assessore Annamaria Sammito. Al suo fianco il sindaco Antonello Buscema. A sinistra il professor Antonio Sichera

“Non ho sentito parole retoriche stasera. Anzi, ho ascoltato parole di sostanza. E anche in questo senso il Festival Contaminazioni, a cui mi onoro di partecipare, è pedagogico: nel non cercare per forza il nome o l’evento, ma nel proporre qualcosa su cui riflettere. E in un tempo come il nostro riflettere, vagliare è utile più di qualsiasi altra cosa. E ci vuole coraggio per fare queste scelte. Modica, con Modica Miete Culture, dimostra di averlo questo coraggio. A differenza di molti altri festival che in questo periodo estivo vengono organizzati in Italia.
Siete fortunati, amici modicani: la vostra città è già storia e bellezza. Con una luce straordinaria, come quella che pervade questo meraviglioso chiostro. E poi la verticalità, che con la luce è l’emblema della poesia.
Già, la poesia: conoscete altra parola, fuori da quella poetica, che sia d’aiuto all’uomo per uscire da questa e da qualunque altra crisi?” (Giancarlo Pontiggia, poeta e critico. A Contaminazioni ha presentato il Meridiano di Mondadori, dedicato a Maria Luisa Spaziani, da lui curato con Paolo Lagazzi).

“Orgoglioso ed emozionato, stasera, qui tra voi. Orgoglioso perché non so quante città in Italia possano essere così care e amate per poeti, filosofi, registi, artisti, teatranti, musicisti che in queste settimane vengono a Modica a confrontarsi, contaminarsi e contaminarci.
Emozionato perché la scommessa di queste scelte culturali non è sulla città ma della città. La nostra è una sfida, anche finanziaria. Ma la cifra – in senso lato – e le cifre – in termini economici – che noi mettiamo in circolo servono a tenere alto il nome di Modica.
Come tutti i comuni italiani, anche il nostro è in difficoltà. È questa la nostra scommessa per uscire da questo periodo di crisi: per uscirne nella sostanza, nell’animo, e in prospettiva” (Antonello Buscema, sindaco di Modica).

L'omaggio floreale del sindaco Buscema, a conclusione del reading poetico con la poetessa Maria Luisa Spaziani

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