Lusso, i numeri di Hermes continuano a migliorare

Proseguono le buone stagioni per Hermes, lo storico gruppo operante sul lusso. Sebbene il top management non abbia (e non è la prima volta) voluto aggiornare le proprie stime su un 2017 che si preannuncia essere particolarmente positivo (ma su cui incombe il rischio di un super euro), i dati consuntivi alla fine del primo semestre non possono che far trarre qualche sospiro di soddisfazione agli stakeholders.

Il periodo si è infatti concluso con l’ennesimo record per la maison francese, con il fatturato che è cresciuto dell’11 per cento a quota 2,713 miliardi di euro, l’utile operativo in grado di balzare del +13 per cento a 931 milioni di euro, pari al 34,3 per cento dei ricavi, l’utile netto che è salito a 605 milioni di euro (+11 per cento anno su anno).

Peraltro, i buoni dati di Hermes non sono certamente una “esclusiva”, valutato che il primo semestre è risultato essere molto positivo anche per gli altri due colossi transalpini, Lvmh e Kering, rispettivamente al numero uno e al numero due al mondo nell’alto di gamma. I ricavi sono saliti per entrambi a doppia cifra, ma il confronto con Hermes non è comunque agevole, valutato che sia Lvmh che Kering dispongono di decine di marchi ciascuno, peraltro in settori molto diversi.

Tra le buone notizie per Hermes, infine, il fatto che la società è cresciuta in tutti i principali mercati territoriali (+14 per cento l’Asia, +9 per cento l’America, +7 per cento l’Europa), e in tutte le categorie di prodotto (+10 per cento l’abbigliamento e gli accessori, +12 per cento la pelletteria, +6 per cento il tessile e la seta, +8 per cento i profumi).

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