Comprare e vendere CFD

Se hai un minimo di esperienza nel settore del trading online, dovresti comprendere che i CFD sono per certi versi simili a delle “scommesse finanziarie”, con le quali potrai cercare di ottenere dei profitti sia in fase crescente che in fase calante di mercato.

In altri termini, se stai ‘comprando’, stai sostenendo il mercato nella speranza che aumenti e poi ‘vendere’ la tua posizione per un profitto, anche se non avviene alcuna transazione effettiva. L’operazione è in realtà nozionale, e non è dunque niente più che un accordo con il broker per ricevere o pagare la differenza tra il prezzo di apertura e di chiusura. Allo stesso modo, un trader può ‘vendere’ se pensa che il mercato stia per calare, e comunque approfittare ugualmente di una diminuzione di valore. Il contratto esiste tra il trader e il broker, ed esiste in eguale misura per le transazioni sul lato dell’acquisto e della vendita.

Il profitto nel trading con i CFD deriva dunque dalla differenza tra i prezzi di acquisto e di vendita, meno le spese sostenute lungo il percorso. Poiché lo spread betting è un prodotto con leva finanziaria, i costi di finanziamento sono pagabili sull’importo del finanziamento fornito dal broker per le posizioni con leva finanziaria, e queste spese sono applicate su base giornaliera come percentuale che viene dedotta dal tuo conto di trading.

Insomma, quanto sopra significa che, per generare un profitto dai CFD, devi trovare opportunità in mercati dove il prezzo di acquisto di oggi è inferiore a quello di domani, o dove un mercato sta per scendere nel breve termine. A differenza delle azioni, i CFD non offrono un rendimento, quindi l’unica opportunità per fare soldi dai CFD è nella transazione stessa, cioè nella speculazione sui movimenti del prezzo in entrambe le direzioni in qualsiasi mercato si sceglie di investire.

Ma cosa determina questi movimenti di prezzo e come si possono iniziare a identificare le opportunità in questi mercati per generare una transazione redditizia? In sintesi, i CFD si muovono in risposta agli aumenti e alle diminuzioni della domanda e dell’offerta di mercato dei sottostanti: d’altronde, tali strumenti replicano i prezzi degli asset sottostanti!

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