Sinusite acuta, cos’è e quali sono i suoi sintomi

La sinusite acuta è un’infiammazione di una o più cavità sinusali, causata da un’infezione o da un’allergia. La maggior parte delle infezioni acute del seno sono virali e si risolvono spontaneamente in meno di 10 giorni. Il trattamento è sintomatico.

La sinusite batterica acuta può essere un’infezione primaria, una complicazione della sinusite virale o di origine dentale. I principali organismi causali sono Streptococcus pneumoniae, Haemophilus influenzae e Moraxella catarrale.

Detto  ciò, è evidentemente essenziale distinguere tra la sinusite batterica e la rinofaringite comune, considerato che la terapia antibiotica è necessaria solo in caso di sinusite batterica. Senza trattamento, una sinusite grave nei bambini può causare gravi complicazioni dovute alla diffusione dell’infezione alle strutture ossee vicine, alle orbite o alle meningi.

Per quanto attiene le caratteristiche cliniche della sinusite negli adulti, ovvero l’insieme dei sintomi che ci permette di effettuare una prima diagnosi di questa condizione (fermo  restando che la diagnosi vera e propria non potrà che essere effettuata dal proprio medico di riferimento), questa comprende lo scarico purulento unilaterale o bilaterale, ostruzione nasale e d Dolore facciale unilaterale o bilaterale che aumenta quando ci si china, oltre alla pressione dolorosa nella zona mascellare o dietro la fronte. In questo scenario, la febbre è di solito lieve o assente. La sinusite è probabile se i sintomi persistono per più di 10-14 giorni o peggiorano dopo 5-7 giorni o sono gravi (forti dolori, febbre alta, deterioramento delle condizioni generali).

Per quanto concerne invece la sinusite nei bambini, anche i più piccoli pazienti possono manifestare gli stessi sintomi e, inoltre, possono essere presenti irritabilità o letargia o tosse o vomito. In caso di infezione grave si assiste al peggioramento dello stato generale, febbre oltre 39 °C, periorbitale o edema facciale.

Maggiori informazioni potranno naturalmente essere ottenute parlandone con il proprio medico di famiglia.

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