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Impianto dentale: quando serve, dove farlo

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4 dentist-2530990_1920 (3)La tecnica dell’inserimento di impianti dentali è molto migliorata negli ultimi anni, tanto da rendere possibile l’utilizzo di questo tipo di soluzione anche su dentature particolarmente compromesse. Stiamo comunque parlando di un vero e proprio intervento chirurgico, prima di consigliarlo l’odontoiatra deve effettuare una diagnosi accurata, volta a verificare lo stato di salute dell’ossatura e delle gengive che dovranno sostenere l’impianto stesso.

Di cosa si tratta

Visto che stiamo parlando di un vero e proprio intervento chirurgico, invitiamo chi ritiene di averne bisogno a rivolgersi a un centro o a uno studio dentistico già esperto in questo campo, come ad esempio quello illustrato al sito centroimpiantologicomedico.it. Prima di ricorrere a un impianto dentale è comunque necessario sottoporsi a una radiografia della dentatura; in alcuni rari casi è possibile che il dentista richieda addirittura una TAC, per verificare lo stato dell’ossatura che dovrà sostenere l’impianto. Tale intervento consiste nell’inserimento nell’osso di un perno metallico, solitamente in titanio, su cui sarà poi posizionato il dente artificiale definitivo. Questa tecnica consente a chi indossa un impianto, che rimane fisso nell’osso per molti anni, di riappropriarsi della corretta masticazione, oltre che di ottenere un sorriso esteticamente perfetto.

L’intervento

Solitamente gli interventi di implantologia dentale si svolgono in anestesia locale, con una leggera sedazione del paziente. Il tipo e la durata della sedazione dipendono strettamente dal tipo di impianto che si deve posizionare. Alcuni soggetti necessitano di impianti che vadano a colmare ampie lacune, con il posizionamento di più perni; in altri casi invece l’intervento è più semplice, in quanto prevede l’impianto di un singolo perno. Per questo motivo non è possibile indicare una durata di massima di questo tipo di intervento. Ciò che si è ottenuto nel corso degli anni è l’accorciamento dei tempi di recupero successivi all’impianto. Oggi chi riceve un impianto dentale ha la possibilità di ricominciare a utilizzare la dentatura nel corso di ore. Il dolore durante l’intervento è nullo; in seguito potrebbero verificarsi però gonfiori o fastidi, che vanno monitorati e controllati utilizzando i farmaci consigliati e prescritti dall’odontoiatra.

I vantaggi rispetto al ponte

I vantaggi di un impianto dentale, rispetto a un tradizionale ponte, sono molteplici. A partire dal fatto che i perni possono venire riassorbiti dall’osso, che torna ad essere solido e perfettamente utilizzabile. Con un ponte invece con il passare del tempo l’osso sottostante, non più soggetto all’uso costante, tenderà a ritrarsi progressivamente. Oltre a questo l’aspetto estetico e funzionale di un impianto sono del tutto identici a quelli dei denti originali, consentendo il ritorno a una vita del tutto normale. Si può usare il dente definitivo per masticare qualsiasi alimento, senza avere problemi durante la masticazione o durante la pulizia successiva. Questo riduce lo sviluppo di problematiche correlate alla gestione di un ponte dentale o di una protesi mobile. Oltre a questo i denti attorno all’impianto dentale non vengono toccati, contrariamente a quanto avviene con un ponte. Se sono sani potranno continuare ad essere utilizzati senza alcun tipo di problema.

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